Con una mossa che può essere descritta solo come un grave errore strategico, la rimozione del giovane e popolare riformatore Mykhailo Fedorov dall’incarico di ministro della Difesa, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha innescato le più grandi proteste di piazza dall’inizio dell’invasione russa su vasta scala.
Da giorni, migliaia di persone sono scese in piazza a Kyiv e in altre città, sfidando apertamente la legge marziale per chiedere il reintegro di Fedorov e la destituzione del comandante in capo Oleksandr Syrskyi. Un recente sondaggio di Gradus mostra che il 61% degli ucraini si oppone alla rimozione del trentacinquenne Fedorov, considerato da molti una forza modernizzatrice all’interno del ministero della Difesa.
Le proteste mettono in luce profonde fratture nella leadership militare ucraina e una crescente frustrazione nei confronti di quello che i critici definiscono l’approccio di comando antiquato, di stampo sovietico, e le tattiche ad alto costo umano attribuite a Syrskyi.
Ieri, lunedì 20 luglio, Zelensky ha incontrato un gruppo di comandanti più giovani ed esperti di combattimento – tra cui Mykhailo Drapatyi, Volodymyr Horbatyuk, Oleh Apostol e altri – in quella che appare come un’operazione di contenimento dei danni. Sebbene questi incontri possano indicare il tentativo di rinnovare i vertici militari, arrivano troppo tardi per nascondere l’errore di fondo: aver rimosso un riformatore civile competente e popolare proprio nel momento in cui l’unità nazionale è fondamentale.
Si è trattato di un errore sotto molteplici aspetti. In primo luogo, Fedorov rappresentava innovazione, tecnologia e una rottura con le vecchie abitudini burocratiche: qualità di cui l’Ucraina (e l’Europa) hanno disperatamente bisogno. In secondo luogo, il momento non poteva essere peggiore. Mentre gli attacchi russi contro i civili si intensificano, le divisioni interne sono un lusso che l’Ucraina semplicemente non può permettersi. Infine, questa decisione presa con mano pesante ha offerto alla propaganda russa un regalo prezioso: le immagini di cittadini ucraini che protestano contro il proprio governo in tempo di guerra.
Zelensky si trova ora intrappolato in una situazione che egli stesso ha contribuito a creare. Gli organizzatori delle proteste, tra cui il veterano di guerra Dmytro Koziatynskyi, chiedono una mobilitazione generale a tempo indeterminato se entro il 24 luglio Syrskyi non sarà rimosso e Fedorov non sarà reintegrato. Il capo di stato maggiore di Zelensky, Kyrylo Budanov, ha invitato alla calma sostenendo che “le opinioni dell’opinione pubblica sono state ascoltate”, ma promesse vaghe non saranno sufficienti.
La vera domanda è se Zelensky sia ancora in grado di correggere la rotta. Ha parlato con Fedorov e, secondo quanto riferito, gli avrebbe offerto altri incarichi nel settore dell’innovazione militare, ma fonti vicine all’ex ministro affermano che egli sarebbe disposto a tornare soltanto come ministro della Difesa.
Il presidente ucraino è davvero libero di revocare la propria decisione oppure è vincolato da giochi di potere interni, influenze oligarchiche o pressioni provenienti dall’establishment militare? Che cosa gli impedisce di compiere la mossa più ovvia – ammettere l’errore e ristabilire la stabilità – in un momento in cui la coesione nazionale rappresenta un imperativo strategico?
In tempo di guerra, la leadership richiede non solo determinazione nei confronti del nemico, ma anche saggezza e umiltà sul fronte interno. Zelensky ha ancora il tempo di rimediare al problema, ma ogni giorno di ritardo aggrava i danni.
Esiste tuttavia un aspetto positivo in questa fase turbolenta: la straordinaria forza e vitalità della società civile ucraina. Anche nel pieno della guerra, i cittadini sono disposti a scendere in piazza e a chiedere conto delle decisioni dei propri leader: un segnale potente che la nazione disprezzata da Vladimir Putin e da lui negata come Stato sovrano possiede la vitalità democratica e la resilienza necessarie per assicurarsi un futuro luminoso.
Tradotto da Cesare Ceccato. Articolo originale pubblicato su EUAlive disponibile qui.

